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La diga di Montedoglio è ufficialmente entrata in esercizio ordinario

News n. 03 – Febbraio 2026 – 

La diga di Montedoglio sul fiume Tevere è ufficialmente entrata in esercizio ordinario. Gli atti del Certificato di Collaudo firmati lo scorso 16 settembre sono stati valutati e approvati dalla Direzione Generale per le Dighe e le Infrastrutture Idriche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha confermato la completezza della documentazione, l’adeguatezza degli accertamenti effettuati e la coerenza degli obblighi posti per gli aspetti di sicurezza, autorizzando l’esercizio dell’invaso fino alla quota massima di regolazione. Il parere favorevole permette a EAUT di conseguire un traguardo storico al termine del lungo percorso di Collaudo Tecnico Speciale che, partito nel giugno del 1989 con l’avvio degli invasi provvisori, è proseguito fino al 24 marzo 2025 con il termine dello stazionamento alla quota massima di regolazione a 393,60 metri s.l.m.

1.sbarramento Diga di Montedoglio

Vista complessiva relativa alla realizzazione dello sbarramento. Giugno, 1985.

BREVE STORIA DI MONTEDOGLIO – Il documento di approvazione ministeriale è aperto da una premessa che sintetizza il percorso di progettazione, realizzazione e sperimentazione di quasi cinquant’anni vissuto dall’invaso tiberino. La diga di Montedoglio è stata realizzata negli anni 1977-1991 per lo sbarramento principale (con lo sbarramento secondario completato nel 1993) e i relativi invasi sperimentali sono iniziati nel 1989 con la diga principale già ultimata, protraendosi nel tempo anche a causa dell’utilizzo anticipato della risorsa idrica. Le prove di invaso e il procedimento di Collaudo Tecnico Speciale della diga di Montedoglio si sono di fatto interrotte nel dicembre del 2010, appena raggiunta la quota massima di regolazione, a causa dell’incidente consistito nel cedimento strutturale di una porzione dello sfioratore dello scarico di superficie. A seguito della conclusione di indagini e studi sulle cause dell’evento, è stata avviata nel 2013 la progettazione del ripristino delle strutture che è stata approvata in linea tecnica nel 2018 ( al termine del lungo periodo di sequestro giudiziario), con gli invasi sperimentali che sono ripresi al termine dei lavori nel febbraio del 2023 e che sono terminati nel marzo del 2025 a seguito del raggiungimento della quota di massima regolazione. I cicli di invasi sono stati scanditi dalle visite della Commissione di Collaudo per valutare il comportamento delle opere con l’ausilio di una consistente documentazione di osservazioni, indagini e misure rilevate da EAUT che ha permesso di evidenziare il corretto comportamento dello sbarramento e delle strutture ricostruite dello scarico di superficie, permettendo così di procedere verso il nulla-osta per redigere il certificato che ha posto le basi per l’entrata in regolare esercizio della diga di Montedoglio.

 

2.scarico di superficie Diga di Montedoglio

Fase di cantiere relativa alla ricostruzione dello scarico di superficie della diga. Dettaglio esecutivo delle fasi di lavoro attive. Data sopralluogo – 17.09.2021.

 

IL PARERE MINISTERIALE –Si approvano pertanto con il presente atto la relazione e il certificato di collaudo dell’impianto di ritenuta di Montedoglio”, riporta il documento firmato in data 21/01/2026 dalla Direzione Generale per le Dighe, “Si autorizza l’entrata in esercizio ordinario dell’impianto di ritenuta ai sensi dell’art. 23, co.4, del D.M. 94/2024 (già art. 15 del Reg. D.P.R. 1363/1959), restando allo stato applicabile il vigente Foglio di Condizioni per l’Esercizio e la Manutenzione (rev.1) approvato con atto n. 3460 del 16/02/2023”.

3.atti m copia.png

Atti relativi al collaudo della diga e delle opere accessorie. Sede centrale EAUT – 16.09.2025.

Le prossime fasi saranno caratterizzate proprio dall’approvazione e dalla formalizzazione del Foglio di Condizioni per l’Esercizio e la Manutenzione della Diga adeguatamente aggiornato e del nuovo Documento di Protezione Civile redatto dalla Prefettura di Arezzo con il concorso della Protezione Civile della Regione Toscana, della Protezione Civile della Provincia di Arezzo e dell’UTD Dighe di Firenze sede coordinata di Perugia. Quest’ultimo atto, oltre a confermare la quota di massima regolazione a 393,60 m s.l.m. (corrispondente al volume massimo invasabile di 145,7 milioni di m.c.), riconoscerà la quota massimo di invaso a 394,80 metri s.l.m., stabilendo le specifiche condizioni per l’attivazione del sistema di protezione civile, oltre alle comunicazioni e alle procedure tecnico-amministrative da attuare nel caso di eventi, temuti o in atto, coinvolgenti l’impianto di ritenuta o una sua parte e rilevanti ai fini della sicurezza della diga e dei territori di valle.

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