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LA DIGA IN BREVE

DIGA In materiali sciolti sul fiume Chiascio

43°11’12” N;
12°35’45” E

Inizio costruzione: 1981
Fine costruzione: 1994
Uso prevalente previsto: idropotabile, irriguo, industriale
Fiume: Chiascio

  • Altezza di ritenuta diga: 67,30 m
  • Quota di massimo invaso: 332,50 m.s.m.
  • Quota massima di regolazione: 330,00 m.s.m.
  • Volume totale di invaso: 226,0×106 mc
  • Volume di regolazione a regime: 202×106 mc
  • Volume utile di regolazione a regime: 186,0×106 mc
  • Stato dell’invaso: esercizio limitato (in corso invasi per collaudo ex art.14 D.P.R. 1363/59)
  • Superficie bacino idrografico sotteso: 470 kmq
  • Dimensioni lago a massima regolazione: 20 km di perimetro e 9,0 kmq di superficie lacuale
  • Quota di primo step del programma di invasi sperimentali: 305 m.s.m.
  • Volume totale di invaso alla quota di 305 m.s.m.: 52,0×106mc
  • Dimensioni del lago alla quota di 305 m.s.m.: 10,5 km di perimetro e 3,86 kmq di superficie lacuale

Il Piano Generale Irriguo trova uno dei propri punti cardine nella diga di Casanuova sul fiume Chiascio. Questo bacino, con la sua disponibilità al completamento della prima fase di invasi sperimentali pari a 52.000.000 mc – a regime 186.000.000 – utilizzati con finalità plurime, fa affidamento su una rete di schemi di adduzione già realizzati o già finanziati – per una prima fase – che configurano un importante polmone per l’approvvigionamento irriguo di gran parte del territorio dell’Umbria e per le necessità idropotabili della città di Perugia e di altre città della regione. Al completamento degli invasi sperimentali e della realizzazione dell’adduzione verso Spello e Montefalco saranno potenzialmente irrigabili 24.000 ettari e servite potenzialmente 40.000 persone.

CARATTERISTICHE TECNICHE La diga di Casanuova ha un andamento planimetrico leggermente curvilineo, è realizzata in materiali sciolti e costituita da un rilevato a sezione trapezia con rivestimento a monte in calcestruzzo, con un nucleo impermeabile di materiale limo-argilloso e due semi-corpi laterali con materiale alluvionale di tipo ghiaioso, muniti di strati drenanti orizzontali di maggior permeabilità.

Tra nucleo e semi-corpi è interposto, da ciascun lato, un filtro in sabbia, mentre la protezione superficiale dei paramenti è costituita da lastre in calcestruzzo.

Lo sbarramento sottende un bacino idrografico di 471 kmq e, alla quota di regolazione pari a 330 m.s.m., determina uno specchio lacustre lungo oltre 20 km e esteso su una superficie di 9.000.000 mq; la lunghezza longitudinale del rilevato è di 445 metri misurata sul coronamento, con volume di 224 milioni di metri cubi d’acqua.

CENNI STORICI – Il progetto esecutivo dello sbarramento sul fiume Chiascio in località Casanuova del comune di Valfabbrica (PG), a firma del professor Filippo Arredi in data 20 dicembre 1971, venne approvato dalla IV Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con voto 656 del 19 luglio 1973. I lavori principali per la realizzazione della diga, finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ebbero inizio nel maggio 1981 e terminarono ufficialmente nel luglio 1994; il costo complessivo dell’opera, al netto degli oneri accessori (quali espropri, spese generali o iva) è risultato a consuntivo rivalutato pari a circa 93.041.510,46 €.

GLI INTERVENTI DI STABILIZZAZIONENel corso degli anni, in seguito all’ultimazione dei lavori, è stata accertata la presenza di un fenomeno geomorfologico evolutivo di grandi proporzioni (ascrivibile ai movimenti gravitativi profondi di versante), latente ma evidentemente attivo, che interessa gran parte della dorsale che costituisce la sponda destra del Chiascio nella zona della stretta di sbarramento. Le opere che successivamente si sono rese necessarie per consentire l’avvio degli invasi sperimentali anche ad altezza limitata, del valore complessivo di circa 60.000.000 €, sono state:

  • “Realizzazione di un pozzo di aerazione della galleria di derivazione” per circa 2.000.000 €;
  • “Realizzazione di manufatto allo sbocco della galleria di derivazione” per circa 10.000.000 €;
  • “Progetto esecutivo degli interventi per il mantenimento della funzionalità e messa in sicurezza dello scarico di fondo” a totale carico di un finanziamento concesso dal MIPAAF per circa 13.000.000 €;
  • “Opere di stabilizzazione e messa in sicurezza del versante destro dell’invaso e dell’opera di presa della diga di Casanuova sul fiume Chiascio” per circa 35.000.000 €.
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  • Le “Opere di stabilizzazione e messa in sicurezza del versante destro dell’invaso e dell’opera di presa della diga di Casanuova sul fiume Chiascio” sono stati definitivamente completati nel 2019 e sono stati costituiti da:
  • rilevato di stabilizzazione (banchinatura) formato con materiale granulare costipato di differenti caratteristiche al piede della zolla in movimento;
  • struttura cementizia per preservare l’esistente manufatto di presa dall’invaso dalle azioni indotte dal rilevato di contenimento;
  • condotta di lunghezza pari a 155,3 m di acciaio e di diametro interno di 3 m posta all’interno della banchinatura per assicurare il collegamento fra l’invaso e l’opera di presa originaria;
  • sopraelevazione di circa 24 m del manufatto cementizio che costituisce l’imbocco dello scarico di fondo originario della diga per salvaguardarne la funzionalità all’interno della banchinatura di contenimento.

STUDI DEL PAESAGGIO LEGATI ALLE NUOVE OPERE

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rilevato di stabilizzazione

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INVASI SPERIMENTALI Terminati i lavori di stabilizzazione nel 2019, l’Ufficio Tecnico per le Dighe di Firenze – Sede Coordinata di Perugia – con nota n.7681 del 12 aprile 2021, avendo acquisito il nulla-osta dal protocollo 7453 dell’8 aprile 2021 della Direzione Generale Dighe, ha autorizzato EAUT in qualità di concessionario della diga di Valfabbrica sul fiume Chiascio a riavviare gli invasi sperimentali dando inizio alla prima fase del programma di incremento dei livelli di invaso approvato con il progetto di sistemazione del versante destro della diga. Il programma della prima fase prevede quattro cicli di carico e scarico in un periodo di tempo di circa quattro anni (meteo permettendo), per testare l’affidabilità, la sicurezza e la tenuta dell’intervento e dello sbarramento stesso.

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Attualmente è ancora in corso il collaudo previsto ai sensi dell’articolo 14 del Regolamento Dighe (DPR 1363/1959) correlato al raggiungimento della massima quota di invaso e quindi al compimento del ciclo di invasi sperimentali di competenza dell’apposita commissione designata dalla Direzione Generale Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il primo obiettivo da perseguire è il raggiungimento di quota 305 m.s.m. attraverso fasi di carichi e scarichi in corrispondenza dei quali controllare gli spostamenti dell’insieme pendice-in-movimento/rilevato-di-stabilizzazione, corrispondente a un volume di invaso pari a circa 52.000.000 mc. La diga, in questo modo, entrerà in servizio “limitato” ma comunque con volumi invasati di assoluto interesse con l’effetto di poter rendere disponibile la risorsa idrica per i territori individuati.

I PROGETTI COSTRUTTIVI

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