Ente Acque
Umbre-Toscane
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Umbre-Toscane

La realizzazione sempre più completa del “Piano Arredi” è un basilare fondamento per lo sviluppo dell’agricoltura e dell’economia delle comunità locali. EAUT ha, nel tempo, modificato e modernizzato la propria missione assicurando lo sviluppo e la stabilità di gestione di un patrimonio infrastrutturale strategico per il centro Italia. Un patrimonio che, da sempre, è posto al servizio della collettività in virtù dell’esercizio, della manutenzione e dell’ottimizzazione di opere pubbliche riguardanti un bene primario come l’acqua, con un importante contributo portato anche nella difesa dei territori attraverso la capacità di laminazione degli invasi.

Il Piano
Generale
Irriguo

Il Piano Generale Irriguo

Il Piano Generale Irriguo prese forma nei primi anni ‘60 per iniziativa dell’allora Ente Autonomo per la Bonifica e la Valorizzazione della Valdichiana che affidò a un gruppo di lavoro e ricerca multidisciplinare guidato dal professor Filippo Arredi lo studio di un programma di irrigazione per una parte dei territori delle province di Perugia, Arezzo, Terni e Siena. L’obiettivo era di incrementare, sostenere e rendere stabile la produzione agricola di circa 170.000 ettari di territorio tra la Toscana e l’Umbria.

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Il cosiddetto “Piano Arredi”, varato negli anni ‘70, dettagliava le opere finalizzate a accumulo, adduzione e distribuzione delle acque, con i finanziamenti concessi dal Ministero dell’Agricoltura che resero possibile l’avvio dei lavori e la costruzione delle dighe in seguito alla concessione al nostro ente per 70 anni di circa 400.000.000 mc di acqua dal bacino del Tevere da accumulare in un sistema di medi e grandi invasi.

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Sistema
Occidentale
E Sistema
ORIENTALE

Sistema Occidentale E Sistema ORIENTALE

Il “Piano Arredi” prevedeva un’articolazione tra due grandi sistemi territoriali sviluppati a partire dagli invasi attraverso una ramificata rete di condotte di adduzione.

Il Sistema Occidentale era previsto fosse approvvigionato dalla diga di Montedoglio integrato dalla derivazione sul Sovara con riferimento soprattutto ai territori della Regione Toscana con l’aggiunta di superfici umbre poste a occidente dei rilievi appenninici centrali, favorendo l’irrigazione di un totale di 59.300 ettari di cui 37.400 nella provincia di Arezzo, 8.150 nella provincia di Siena e 13.750 nella provincia di Perugia. 

94.200 erano invece gli ettari previsti e serviti dal Sistema Orientale e, di questi, 89.000 erano nella provincia di Perugia e 5.200 nella provincia di Arezzo, con approvvigionamento affidato prevalentemente ai tre distinti invasi di Chiascio, Singerna e Carpina.

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Attuazione
del Piano

Attuazione del Piano

Il Piano Generale Irriguo è in costante evoluzione e adeguamento per rispondere alle rinnovate esigenze emerse nel corso dei decenni, andando a servire sempre più territori e comunità con un utilizzo plurimo dell’acqua per irrigazione, uso civile, industriale ed ecologico. Ovviamente in questo nuovo contesto inquadrata la sensibile diminuzione, rispetto alle previsioni, delle superfici rese potenzialmente irrigabili viste l’evoluzione dell’uso del territorio.

Il programma di realizzazione del sistema irriguo è proceduto con relativa rapidità e, essendo già stati sostenuti gli investimenti più impegnativi connessi alla costruzione dei grandi invasi, le opere attualmente in via di realizzazione riguardano prevalentemente le grandi reti di adduzione primaria, le reti di distribuzione secondaria e i relativi laghi di compenso.

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I lavori di costruzione dei serbatoi di Montedoglio, Chiascio e dello sbarramento sul Sovara sono completati e, per tali infrastrutture, sono in corso le procedure di invaso sperimentale, oltre alle opere di adduzione primaria. Per il Sistema Orientale, oltre alla completa realizzazione dell’adduzione in Valtiberina Umbro-Toscana dal Singerna che utilizza provvisoriamente l’acqua della diga di Montedoglio, è stata realizzata la galleria di derivazione dall’invaso del Chiascio e sono in fase attuativa il primo lotto di adduzione verso la Valle Umbra e il primo stralcio del secondo lotto. Nel Sistema Occidentale, al fianco alla galleria di derivazione dall’invaso della diga di Montedoglio interamente realizzata a eccezione del quarto lotto in corso di ultimazione, sono state completate le reti di adduzione e i relativi laghi di compenso. Tra i lavori conclusi rientrano anche le opere di adduzione e di distribuzione del sistema Calcione nelle province di Siena e di Arezzo, e sono infine stati predisposti i progetti definitivi dei Sistemi Occidentale e Orientale e

I lavori di costruzione dei serbatoi di Montedoglio, Chiascio e dello sbarramento sul Sovara sono completati e, per tali infrastrutture, sono in corso le procedure di invaso sperimentale, oltre alle opere di adduzione primaria. Per il Sistema Orientale, oltre alla completa realizzazione dell’adduzione in Valtiberina Umbro-Toscana dal Singerna che utilizza provvisoriamente l’acqua della diga di Montedoglio, è stata realizzata la galleria di derivazione dall’invaso del Chiascio e sono in fase attuativa il primo lotto di adduzione verso la Valle Umbra e il primo stralcio del secondo lotto. Nel Sistema Occidentale, al fianco alla galleria di derivazione dall’invaso della diga di Montedoglio interamente realizzata a eccezione del quarto lotto in corso di ultimazione, sono state completate le reti di adduzione e i relativi laghi di compenso. Tra i lavori conclusi rientrano anche le opere di adduzione e di distribuzione del sistema Calcione nelle province di Siena e di Arezzo, e sono infine stati predisposti i progetti definitivi dei Sistemi Occidentale e Orientale e alcuni stralci esecutivi delle reti di adduzione primaria e dei relativi laghi di compenso in attesa di finanziamento. Attualmente, dunque, sono stati già previsti, finanziati o in fase di finanziamento una serie di nuovi interventi per ottimizzare la gestione del bene idrico per lo sviluppo dell’agricoltura e delle economie delle comunità locali.

Il nostro intervento al servizio del territorio è stato ben più complesso e articolato. La realizzazione degli invasi di Montedoglio, Sovara e Chiascio, ad esempio, ha richiesto la costruzione di numerose opere complementari tra viabilità locale e provinciale, elettrodotti, urbanizzazioni primarie e secondarie, ponti e viadotti, a cui abbiamo portato un contributo decisivo. Accanto alle vere e proprie opere irrigue, infine, il Piano ha anche previsto la realizzazione di due centrali idroelettriche che utilizzano l’acqua rilasciata dai serbatoi di Montedoglio e Chiascio nelle aste fluviali per garantire adeguate portate di deflusso a tutela della fauna ittica, della sostenibilità e dell’ecosistema.

alcuni stralci esecutivi delle reti di adduzione primaria e dei relativi laghi di compenso in attesa di finanziamento. Attualmente, dunque, sono stati già previsti, finanziati o in fase di finanziamento una serie di nuovi interventi per ottimizzare la gestione del bene idrico per lo sviluppo dell’agricoltura e delle economie delle comunità locali.
Il nostro intervento al servizio del territorio è stato ben più complesso e articolato. La realizzazione degli invasi di Montedoglio, Sovara e Chiascio, ad esempio, ha richiesto la costruzione di numerose opere complementari tra viabilità locale e provinciale, elettrodotti, urbanizzazioni primarie e secondarie, ponti e viadotti, a cui abbiamo portato un contributo decisivo. Accanto alle vere e proprie opere irrigue, infine, il Piano ha anche previsto la realizzazione di due centrali idroelettriche che utilizzano l’acqua rilasciata dai serbatoi di Montedoglio e Chiascio nelle aste fluviali per garantire adeguate portate di deflusso a tutela della fauna ittica, della sostenibilità e dell’ecosistema.

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