News n. 02 – Febbraio 2026 –
Una complessa indagine sismotettonica, morfotettonica e paleosismologica commissionata da EAUT ha fatto chiarezza sulla pericolosità da fagliazione superficiale nell’area di Montedoglio. Lo studio è stato condotto dal gruppo di lavoro coordinato del professor Paolo Boncio dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara in collaborazione con l’Università di Perugia, giungendo ad una valutazione di pericolosità della comprovata sismicità del territorio valtiberino in termini di fagliazione in superficie della diga di Montedoglio e cioè eventuale presenza di faglie attive e capaci, precisando che si intende per faglia attiva un faglia per la quale ci sono evidenze di ripetute riattivazioni negli ultimi 40.000 anni e per capace una che è in grado di rompere la superficie topografica. Tale valutazione è stata presentata in occasione di due giornate di studio in data 11 maggio 2023 e 29 novembre 2023, oltre che pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Engineering Geology (dicembre 2024; https://doi.org/10.1016/j.enggeo.2024.107817)

Catalogo ITHACA (database compilativo: faglie non classificabili).
RISCHIO DA FAGLIAZIONE SECONDO ISPRA – Lo studio eseguito, commissionato da EAUT in qualità di gestore della diga di Montedoglio, risponde all’esigenza normativa indicata dalle Norme tecniche e relative istruzioni dove si richiede uno studio sismotettonico correlato alla verifica dell’esistenza di faglie attive e capaci. L’indagine di studio, condotta, in ottemperanza alle linee guida di microzonazione sismica pubblicate da DG dighe in collaborazione con INGV prende le mosse dal catalogo Ithaca (ed 2022) gestito da ISPRA (istituto del Ministero dell’ambiente MASE) già riportato nel suo rapporto n. 323/2020 che indica la presenza di una faglia capace in corrispondenza dello sbarramento della diga di Montedoglio sulla basa del database elaborato da ITHACA Working Group. Tale database, come sottolineato dallo stesso ISPRA – che declina ogni responsabilità per un utilizzo tale e quale delle informazioni contenute nel catalogo, in particolare della traccia della faglia – risulta di carattere compilativo con dettagli non adeguati per studi di sito per la mancanza di necessarie verifiche e approfondimenti attraverso indagini in sito e procedure specifiche e codificate.

Rappresentazione grafica di una delle mappature (1 di 4) in cui viene rappresento il risultato degli studi scientifici.
Lo studio puntale della stretta di Montedoglio condotto nell’ottobre del 2022 dai professori Paolo Boncio e Bruno Pace del Dipartimento di Ingegneria e Geologia dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, ha poi chiarito come non siano presenti evidenze geologiche, geomorfologiche, strutturali o paleosismologiche di una faglia attiva e capace al di sotto della diga di Montedoglio come riportata nel suddetto catalogo, come esista una faglia attiva e capace denominata “di Anghiari” a una distanza superiore a 1.5 chilometri dalla diga, e come la probabilità di avere attività tettonica correlata al sistema di fagliazione secondaria (non attiva e non capace) nel sito della diga in caso di attivazione della faglia “di Anghiari” sia estremamente bassa con un’attività caratterizzata da tempi di ritorno dell’ordine di 100.000 anni, al di sotto dei valori di riferimento utilizzati a livello internazionale per infrastrutture molto critiche quali centrali e depositi di scorie nucleari.

Restituzione fotografica e rappresentazione bidimensionale che individua la stratigrafia delle rocce e geologia.
ANALISI DELLA PERICOLOSITÀ DA FAGLIAZIONE IN SUPERFICIE A MONTEDOGLIO – L’analisi della pericolosità da fagliazione per la diga strategica di Montedoglio coordinata dal professor Paolo Boncio ha fatto definitiva chiarezza infatti circa questa valutazione. Le evidenze geologiche e geofisiche raccolte nel triennio dal 2019 al 2022, condivise in giornate di studio e pubblicate da riviste internazionali, consentono ora di affermare che, al contrario di quanto evidenziato nel database redatto compilativamente da ITHACA, lungo la stretta di Montedoglio non si riscontra la presenza di una faglia attiva e capace. Le indagini geognostiche, geofisiche, i sondaggi e campionamenti per indicazioni stratigrafiche e correlate datazioni sono stati condotti mediante la realizzazione di linee sismiche a riflessione, tomografia elettrica, studio geologico, morfotettonico e paleosismologico nonché utilizzo della tecnica in radiocarbonio e luminescenza. Gli istituti di livello internazionale coinvolti sono stati il Beta Analytic Inc. (Miami, FL, USA) ed il PH3DRA dell’Università di Catania. I risultati degli studi condotti hanno evidenziato che la faglia di Montedoglio sia costituita da segmenti discontinui, inattivi da oltre 56 ± 3 mila anni e incapaci di generare fagliazione in superficie. La faglia attiva più vicina è quella “di Anghiari” che è stata responsabile di almeno sette eventi sismici negli ultimi 25.000 anni. Per valutare la pericolosità da fagliazione superficiale secondaria al sito della diga è stato applicato un approccio probabilistico (PFDHA) basato sul metodo Youngs, aggiornato con dati recenti: i risultati hanno indicato dislocazioni verticali massime inferiori a 1 centimetro e tempi di ritorno dell’ordine di 100.000 anni, valori molto inferiori agli standard internazionali per infrastrutture critiche quali le centrali nucleari e deposito di scorie radioattive. La validità dello studio, primo nel suo genere in Italia, fornisce pertanto un quadro scientificamente solido della sicurezza sismotettonica del sito che è stato appurato da un corpus di rilievi geologici e morfotettonici dettagliati, da modelli digitali del terreno ad alta risoluzione, da indagini geofisiche (sismiche, GPR, tomografia elettrica…), da carotaggi e da trincee paleosismologiche con datazioni radiometriche e di luminescenza. In conclusione, la diga di Montedoglio non sovrasta faglie attive e capaci, mentre la faglia di Anghiari rappresenta un rischio trascurabile per fagliazione secondaria.

Valutazione probilistica della fagliazione superficiale < 1 cm.
A questo link è disponibile l’intervento completo del professor Boncio alla giornata di studi di Sansepolcro del 29 novembre 2023 grazie alla registrazione effettuata da ttv.