News n. 07 – Aprile 2026 –
Un segno distintivo per celebrare un traguardo importante. In occasione del 65° anniversario dalla fondazione del nostro ente (di cui 50 con varie denominazioni accomunate dalla personalità giuridica di ente pubblico non economico (per ultimo EIUT) – quale braccio operativo dello Stato ((in ispecie: Ministero dell’Agricoltura) istituito con legge nazionale operante a livello territoriale. – e 15 come EAUT caratterizzato dall’essere un ente pubblico economico istituito dalle Regioni Toscana ed Umbria) abbiamo introdotto un logo celebrativo che accompagnerà per l’intero anno tutte le comunicazioni istituzionali: dall’intestazione del sito alla carta intestata, fino ai materiali informativi e documentali.

Logo celebrativo per i 65 anni dalla fondazione dell’ente.
Si tratta di elemento grafico (raffigurante il numero 65) semplice ma fortemente comunicativo che è stato pensato per valorizzare questo momento, rafforzare l’identità e raccontare un percorso che da oltre sei decenni ci pone al servizio di un vasto territorio tra Toscana e Umbria. Correva, infatti, l’anno 1961 quando la legge n.1048 istituì l’Ente per l’Irrigazione della Valdichiana, delle Valli Contermini Aretine, del Bacino Idrografico del Trasimeno e dell’Alta Valle del Tevere Umbro-Toscana per la realizzazione, la manutenzione, la gestione e l’ottimizzazione di opere pubbliche riguardanti un bene primario come l’acqua, andando a sostenere la produzione agricola di un eterogeneo territorio diffuso tra due regioni. La denominazione dell’ente venne poi cambiata in EIUT – Ente Irriguo Umbro-Toscano e, dal 2011, in EAUT – Ente Acque Umbre-Toscane ma, a restare invariata, è da sempre la mission di assicurare la continuità nello sviluppo e nella gestione di un complesso programma di opere strategiche per l’erogazione della risorsa idrica. Il 65° anniversario ricade in un momento di particolare rilevanza storica per l’entrata in servizio ordinario della diga di Montedoglio e per l’ormai prossima completa realizzazione dell’anello idraulico per l’adduzione verso la Valdichiana, che verrà celebrato da degli eventi special, il primo dei quali sarà giovedì 11 giugno proprio presso la diga di Montedoglio.
LE ORIGINI DELL’ENTE – “In varie epoche e a più riprese è stato posto il problema della irrigazione della Valdichiana, che costituisce una vasta zona di pianura posta quasi tutta nel territorio della provincia di Arezzo e solo in parte in quello di Siena e Perugia”. Queste parole aprono la proposta di legge n.1734 presentata il 20 novembre 1959 dai deputati Bucciarelli Ducci e Fanfani alla Camera dei Deputati che ha dato il via all’iter per l’istituzione dell’Ente per la irrigazione della Val di Chiana e delle valli aretine. Il documento prosegue ricordando come, all’epoca, la provincia di Arezzo presentasse le caratteristiche di zona prevalentemente agricola e risultasse una delle province più economicamente depresse d’Italia, con ampie aree soggette a spopolamento e scarsa produttività. Questa situazione richiese strategie specifiche per valorizzare le risorse locali, incrementare il reddito, migliorare la produttività e assicurare stabilità di occupazione, anche grazie alla disponibilità di acqua e alle prospettive legate al risanamento del lago Trasimeno. “Uno dei mezzi per raggiungere tali scopi”, prosegue la proposta di legge, “è senza dubbio la irrigazione, specie in quella parte della provincia come la Valdichiana […] Occorre una organica e chiara impostazione del problema che non può prescindere in primo luogo dall’accertamento delle possibilità irrigue […] Il problema della irrigazione della Valdichiana è di tanta importanza per le sue conseguenze che non può essere abbandonato per la sua soluzione alla semplice e necessaria iniziativa privata”.

Sistema Montedoglio. Planimetria generale dell’infrastruttura in esercizio. Maggio 2026.
L’istituzione di un ente pubblico, dunque, avrebbe risposto all’esigenza di affrontare in modo strutturato e definitivo il problema storico dell’irrigazione della Valdichiana, mai risolto nonostante studi e iniziative precedenti, dando il via all’attività di un soggetto capace di pianificare, finanziare e gestire gli interventi in modo organico, superare frammentazione e limiti normativi, e guidare una trasformazione economica e produttiva dell’intero territorio.
65 ANNI DI STORIA – La vera e propria nascita dell’ente è datata 18 ottobre 1961, quando la legge n.1048 istituì l’Ente per l’Irrigazione della Valdichiana, delle Valli Contermini Aretine, del Bacino Idrografico del Trasimeno e dell’Alta Valle del Tevere Umbro-Toscana. La sua personalità giuridica era di ente pubblico (non economico) nazionale operante a livello sovraregionale per svolgere funzioni amministrative, gestionali o di coordinamento in posizione di strumentalità rispetto allo Stato (in ispecie: Ministero dell’Agricoltura) agente in coordinamento con le regioni. Elemento centrale per le finalità istitutive era il Piano Generale Irriguo, noto come “Piano Arredi”, che rappresentò il primo disegno organico per la realizzazione di una rete idrica integrata su un vasto territorio comprendente le province di Arezzo, Perugia, Siena e Terni. Il Piano nacque dall’attività di un gruppo di studio multidisciplinare guidato dal professor Filippo Arredi e trovò concreta attuazione negli anni ‘70, individuando le opere necessarie per l’accumulo, l’adduzione e la distribuzione delle acque.

Sistema Chiascio. Planimetria generale dell’infrastruttura in fase di realizzazione. Maggio 2026.
L’operatività fu poi resa possibile dai finanziamenti del Ministero dell’Agricoltura e dalla concessione settantennale di circa 400 milioni di metri cubi d’acqua dal bacino del Tevere, da gestire attraverso un sistema di invasi e infrastrutture strategiche in Toscana ed in Umbria. L’Ente per l’Irrigazione della Valdichiana fu chiamato a tradurre in realtà le linee guida del Piano Arredi con compiti di progettazione, realizzazione e gestione delle opere idriche. Successivi interventi normativi (tra cui il D.P.R. 15 settembre 1964 n.765, il D.P.R. 2 aprile 1968 n.504 e la legge 30 dicembre 1991 n.441) portarono a una progressiva riorganizzazione dell’ente che assunse la denominazione di EIUT – Ente Irriguo Umbro-Toscano, consolidando il proprio ruolo nella gestione degli invasi e delle reti di adduzione primaria sotto la vigilanza del Ministero per le Risorse Agricole, Alimentari e Forestali. Un successivo passaggio fu registrato con la Legge Finanziaria 2008 che, in un’ottica di razionalizzazione degli enti pubblici, dispose il trasferimento delle funzioni dell’EIUT a un nuovo soggetto individuato dalle due Regioni interessate, al fine di garantire il prosieguo dei servizi. In questo contesto si colloca la nascita di EAUT – Ente Acque Umbre-Toscane, istituito con l’Intesa del 14 ottobre 2011 tra Regione Toscana e Regione Umbria, ratificata con legge regionale Toscana 28 ottobre 2011 n.54 e con legge regionale Umbria 27 ottobre 2011 n.11, che originò un ente pubblico economico, dotato di personalità giuridica, autonomia amministrativa, gestionale e tecnica, e patrimonio proprio. EAUT rappresenta oggi la continuità operativa e istituzionale di questo lungo percorso, con l’ente che garantisce la gestione, la manutenzione e l’ottimizzazione delle infrastrutture idriche realizzate nel corso dei decenni, assicurando un utilizzo plurimo della risorsa acqua a prevalenza irriguo e confermandosi come presidio strategico per lo sviluppo agricolo, la sicurezza idrica e l’equilibrio territoriale dell’Italia centrale.
IL PRESENTE DI EAUT – L’attuazione del “Piano Arredi” ha rappresentato il filo conduttore di questi 65 anni, con una missione che è stata concretizzata da EAUT tramite l’aggiornamento di strutture, tecnologie e organizzazione secondo i cambiamenti della società e i nuovi bisogni dei territori. L’attuazione del Piano è stata progressivamente adattata alle trasformazioni del territorio, semplificata e resa più efficiente, ma senza mai perdere la propria visione strategica. Questa capacità di adattamento ha consentito di costruire e consolidare un patrimonio infrastrutturale strategico per l’Italia centrale, oggi posto al servizio della collettività per garantire un uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica a oltre 153.000 ettari tra Toscana e Umbria, sostenendo in modo strutturale l’agricoltura e lo sviluppo economico di un’area vasta e complessa. All’interno di questo disegno complessivo, EAUT gestisce oggi, dopo averlo progettato e costruito, un sistema di infrastrutture che rappresenta una vera e propria rete vitale per il territorio, fondata sulle quattro dighe strategiche di Montedoglio, del Sovara, di Casanuova e del Calcione, e sulle relative reti di adduzione che costituiscono un sistema integrato che distribuisce acqua per finalità plurime a un ampio comprensorio che abbraccia Valdichiana, Valtiberina e Valle Umbra. Tali attività sono svolte perseguendo l’equilibrio di bilancio senza alcun contributo pubblico per il proprio sostentamento e senza elevare alcun ruolo di contribuenza (più semplicemente tassa) ma fornendo acqua per i diversi usi, servizi di ingegneria e prestazioni correlate alla realizzazione di opere infrastrutturali oltre alla produzione di energia idroelettrica.
Oggi l’ente è chiamato a mantenere e sviluppare un patrimonio infrastrutturale strategico, completando e ottimizzando le reti esistenti e rafforzando l’interconnessione tra i sistemi per affrontare le sfide ambientali e climatiche, operando nel rispetto dei principi di sostenibilità, sicurezza e tutela del territorio. Tutto questo per proseguire, sul solco del “Piano Arredi”, un’azione orientata a garantire efficienza, sviluppo e utilizzo integrato e plurimo della risorsa idrica tra Toscana e Umbria.