News n. 09 – Maggio 2026 –
EAUT festeggia l’entrata in esercizio ordinario della diga di Montedoglio sul fiume Tevere. La data fissata sul calendario è giovedì 11 giugno quando l’invaso tiberino sarà sede di un evento alla presenza di rappresentanti, tra gli altri, di Ministero dell’Agricoltura, Ministero delle Infrastrutture, Regione Toscana, Regione Umbria e Comuni delle province di Arezzo, Perugia e Siena che si riuniranno in Valtiberina per celebrare il conseguimento di un traguardo storico.
Il programma della giornata – L’evento, aperta dalla registrazione degli invitati dalle 11.30, proseguirà alle 12.00 con l’accoglienza da parte del direttore Andrea Canali e con i saluti istituzionali del presidente Simone Viti, proseguirà con gli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni sopra indicate, per poi terminare con la visita all’invaso guidata dall’ingegner Thomas Cerbini che illustrerà le caratteristiche tecniche della diga e lo sviluppo delle reti di adduzione che permetteranno di convogliare acqua a scopo irriguo per 30.000 ettari di territorio e a fini idropotabili per circa 700.000 persone tra le due regioni di Toscana e Umbria. L’evento sarà infine arricchito dalla degustazione dei prodotti delle aziende del territorio che beneficiano dell’acqua di Montedoglio, come testimonianza diretta e concreta dell’impatto positivo generato da questa infrastruttura sul sistema agricolo ed economico dell’Italia centrale, capace di sostenere produzioni di qualità, garantire continuità alle coltivazioni ed agli allevamenti e creare valore per intere comunità locali.
Una doppia festa per EAUT – I festeggiamenti per l’entrata in servizio ordinario della diga ricadono proprio nel 65° anniversario di attività dell’ente (di cui 50 con varie denominazioni (ultima delle quali EIUT) e 15 come EAUT). Correva infatti l’anno 1961 quando, in seguito a una proposta di legge presentata dai deputati Bucciarelli Ducci e Fanfani alla Camera dei Deputati, la legge n.1048 istituì l’Ente per l’Irrigazione della Valdichiana, delle Valli Contermini Aretine, del Bacino Idrografico del Trasimeno e dell’Alta Valle del Tevere Umbro-Toscana con lo scopo di perseguire realizzazione, manutenzione, gestione e ottimizzazione di opere pubbliche riguardanti un bene primario come l’acqua per sostenere la produzione agricola. Elemento centrale dello sviluppo dell’ente fu il Piano Generale Irriguo, noto come “Piano Arredi”, che rappresentò il primo progetto organico per la realizzazione di una rete idrica integrata tra le province di Arezzo, Perugia, Siena e Terni, individuando le opere necessarie per accumulo, adduzione e distribuzione delle acque. La sua realizzazione fu resa possibile grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Agricoltura e alla concessione settantennale di circa 400 milioni di metri cubi d’acqua dal bacino del Tevere che fu fondamentale per la realizzazione della diga di Montedoglio.

Breve storia della diga di Montedoglio – I lavori per la realizzazione della diga e delle correlate opere accessorie presero il via nel 1977 e proseguirono fino al 1991 per lo sbarramento principale (con lo sbarramento secondario completato nel 1993), mentre nel 1989 sono iniziati gli invasi provvisori. I veri e propri invasi sperimentali furono attivati dal 1997 (che permisero tra l’altro l’uso anticipato della risorsa idrica) con l’innalzamento progressivo della quota dell’acqua per valutarne la sicurezza ai vari livelli, con un percorso, fatto di invasi di carico e svasi, che è stato poi interrotto nel dicembre del 2010 a causa del cedimento di tre conci del muro di sfioro. Dopo otto anni di sequestro giudiziario delle aree (durante il quale è stato redatto ed approvato il progetto di ripristino dell’intero sfioratore), seguiti da un anno per la gara d’appalto e l’affidamento dei lavori, sono stati necessari circa tre ulteriori anni per la ricostruzione. L’istanza per il riavvio degli invasi sperimentali e il completamento del percorso di Collaudo Tecnico Speciale è stata presentata nel gennaio del 2023 da EAUT e autorizzata nel febbraio del 2023, sempre sotto il controllo della Direzione Dighe, ripartendo così con le sequenze di carichi e scarichi che sono state sostenute da campagne di misurazione per monitorare il comportamento della diga e del nuovo sfioratore alle quote di interesse. Questa fase è infine terminata nel marzo del 2025 a seguito del raggiungimento della quota di massima regolazione. I cicli di invaso sono stati accompagnati dalle verifiche della Commissione di Collaudo e dalle attività di monitoraggio svolte da EAUT che hanno confermato il corretto comportamento della diga e delle strutture ricostruite. Gli atti del Certificato di Collaudo sono stati poi approvati dalla Direzione Generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha autorizzato l’esercizio ordinario dell’invaso fino alla quota massima di regolazione di 393,60 m.s.l.m. e a un volume massimo di 145,7 milioni di metri cubi. L’approvazione del Documento di Protezione Civile da parte della Prefettura di Arezzo a precedere quella del nuovo Foglio di Condizioni per l’Esercizio e la Manutenzione (in fase di approvazione definitiva da parte della Direzione Dighe del MIT) sancisce, anche da un punto di vista operativo, l’avvio dell’esercizio ordinario della diga.
Un’infrastruttura strategica per il territorio – L’entrata in servizio ordinario della diga rappresenta oggi un risultato di enorme valore strategico per Toscana e Umbria. Montedoglio costituisce infatti una risorsa fondamentale per l’agricoltura, per l’approvvigionamento idrico e per la sicurezza del territorio, garantendo continuità alle coltivazioni, sostegno alle produzioni di qualità e disponibilità di acqua per centinaia di migliaia di cittadini. Celebrare questo traguardo significa dunque valorizzare un’infrastruttura che, dopo decenni di lavoro, investimenti e collaborazione istituzionale, è diventata un patrimonio condiviso al servizio dello sviluppo, della sostenibilità e del futuro dell’Italia centrale.